Facebook e Pmi : quando il social è un problema di ordine filosofico
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Facebook e il problema di ordine filosofico

Il problema di fondo, cari lettori “online”, è sempre di ordine filosofico…

Riannodiamo tutto quello che esce fuori dal pettine di dati e sondaggi, calcolando anche tutto quello che gli stessi omettono (distrattamente – aggiungerei – perché dati e sondaggi non possono essere in malafede!).

Se più della metà delle Pmi italiane sostiene di aver aumentato le vendite grazie alla piattaforma del samaritano Zuck, se le stesse dichiarano di aver trovavo nuovi clienti e di aver incrementato le assunzioni, se ne deduce che il nostro caro social network, quello più usato e ab-usato dagli utenti di qualunque estrazione sociale, culturale etc… può essere considerato la panacea di tutti i mali aziendali, ossia delle aziende!!!

Perché se si parla di lavoro, di imprenditoria, e di business è logico pensare che qualsiasi tipo di “incremento” sia una vera e propria manna scesa dal cielo (blu, guarda caso come il colore del nostro amato Fb).

A questo punto potrei strozzare la mia vena “scrittrice”, soprattutto speculativa, spegnere il pc e godermi una birra fresca, consapevole che nulla più si possa scrivere sulla verità del sistema di marketing digitale, ormai noto a tutti nelle sue dinamiche e nella capillarità dei suoi vantaggi. Ma per una mente “filosofica” la buona birra è simbolo di altro, di qualcosa che i dati non danno, ma la “cura” di una buona vita sì! E come diceva il buon Giacomino (Leopardi…ovviamente tutti lo avrete intuito) il VERO è spesso “arido!!!

Poniamo il caso che non ci fossero tutti i social che ormai monopolizzano ogni angolo del reale e che stessi sorseggiando la mia fresca dama bionda e poi, con un repentino e improvviso mefistofelico apparire, mi balzasse agli occhi, quasi per incanto, tutta la realtà virtuale di cui ci nutriamo oggi come il “pane quotidiano”….beh, forte delle mie conoscenze e privo della “cultura” social -introiettata pian pianino nel tempo nei nostri “gulliver”( testa, cervello per chi non avesse visto il capolavoro che è “arancia meccanica”)- avrei uno scenario più complesso e vedrei più orizzonti, in virtù di quella “cura” per una buona vita di cui parlavo sopra!!

Ed è qui che posso meglio comprendere come il problema sia di ordine “filosofico”!!! lo so, la parola filosofia è molesta, perché mette in crisi, non si sa bene cosa sia, è tediante o affascinante, a seconda dei punti di vista, ma, cari lettori, il quid filosofico è in tutti noi, la domanda, la visione del mondo è un a priori per ogni essere umano….ma torniamo a Noi… la soffice schiuma della birra mi fa venire in mente altri “dati” che nessun economista, imprenditore o operatore di mercato contempla, e vi spiego perché:

La prospettiva di guadagno e di profitto “devono” mascherare l’altro lato della medaglia!!! E allora le bollicine della mia compagna scatenano un fiume in piena in me, scevro fino ad un minuto fa del prodigio della Techne del terzo millennio…..e improvvisamente vedo aumentare la forbice tra ricchi e poveri (perché l’incremento aziendale è sempre di uno o pochi eh…si veda il goffo Zuck o l’uomo più ricco del mondo 2017… iper-miliardario lui, ma i suoi dipendenti non hanno nemmeno il tempo di andare a pisciare- scusate il termine aulico-), vedo persone che, pur lavorando alacremente, non appartengono a questa “Schiatta regnante” social… tutte quelle persone oneste che “faticano” lontano dai RIFLETTORI DI PIATTAFORME VARIE, piccoli artigiani, gente che fa lavori umili e usuranti, impiegati che fanno la fortuna di altri, cervelli messi sotto sale perché il profitto di cui parlano i dati è di pochi, ascoltate bene, di pochi…il resto( e non importa che siano persone) viene schiacciato e divorato proprio da quei “dati”.

Ed ecco che ritorna il fantasma filosofico: ma l’uomo più ricco d’Italia (lo avrete “mangiato” tutti con le sue prelibate dolcezze) non ha fatto fortuna senza social business?? E non ha garantito, al contempo, dignità e rispetto per i suoi dipendenti, in quanto persone???

Qui è il nodo: si può essere i più ricchi con o senza tecnologie virtuali del futuro, quindi scegliere come e in che misura tutto questo debba passare/pesare sulle vite di chi determina quella ricchezza e, sia ben chiaro, tutto questo non ha a che fare con le strategie di cui i “dati” parlano…perché queste funzionano benissimo!!!

Il problema, la domanda, le domande riguardano le conseguenze che il “sistema dei dati comporta, perché quel sistema “sbatte in faccia” verità di profitto inoppugnabili, ma non scannerizza bene il conto di chi ha pagato tale profitto (senza ricavarne un granchè). Ora che ho più chiaro il prospetto posso capire che è soltanto la “scelta” il delta fondamentale (e non apro scenari su come la manna scesa dal cielo blu abbia creato cyberbullismo, vittime da tastiera e comunicazioni varie tra nuove forme di terrorismo…potremmo stare qui fino al 2019, magari tutti a Matera ad acculturarci!!!), scelta non di cosa usare per migliorare qualsiasi progetto o azienda, ma di COME usarla, perché ogni metodo è valido se usato con intelligenza. Il nodo però è un altro: profitto nudo e crudo, sempre di pochi, visto con la mente lobotomizzata di noi del terzo millennio o la “cura” di una buona vita, figlia di altre cose da ricordare in punto di morte e rispettosa delle vite altrui, vista con la mente di noi che sorseggiamo coscienti di orizzonti più vasti e liberi???

Come Mr Poirot, in “Assassinio sull’orient exspress”, a voi la SCELTA.