Google PageSpeed: Googleizziamo il tempo? - Il vero valore della Rapidità
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Il “valore” della rapidità nella comunicazione: Tra-duciamo il tempo a Google

«Un batter d’occhio, un pensiero, un’ala d’angelo: che cosa era abbastanza veloce per inserirsi nello spazio fra la domanda e la risposta, separando l’una dall’altra?[…]»1

Alta velocità, poca credibilità, 4G, mini Tg, da 0 a 100 in un secondo, matrimoni finiti… in mezzo secondo!!! Quanto di vita si consuma tributando onori al piè veloce Achille!!
La velocità nel terzo millennio è per tutti noi, cari lettori online, non un valore inscritto in un contesto di suggestioni e “impressioni” che rendano l’esistenza un’espressione del nostro “venire fuori”, ma “il” valore che ci identifica e ci giudica…magari attraverso uno smartphone!!!
Quante volte imprechiamo contro la “rotellina” sul monitor del pc che sta per “annunciarci” la perdita di preziosi secondi per l’importantissima connessione ad un sito…
di giochi gratis online!
È fuori da ogni ragionevole dubbio che per chi lavora e si nutre del web, per poter vivere, la velocità di una connessione rapida sia l’aiuto divino che funge da grimaldello per aprire ogni porta (o “finestra”… visto il tema) di problemi altrimenti insolubili; in realtà, però, quante volte crediamo di riuscire a fare 1000 cose in un minuto e magari, riflettendoci, ne faremmo una sola e migliore in 1000 minuti???

A proposito di “velocità” e di Speed, è il caso di chiarire quale sia, realmente, il valore della tanto temuta metrica Google PageSpeed.
Il PageSpeed è uno strumento di misurazione della velocità di caricamento della pagina web che non assegna il suo punteggio tenendo conto della valutazione complessiva del sito in termini di contenuti e ottimizzazione (il famoso PageRank tramite il quale si definisce il posizionamento nella Serp – l’elenco nei risultati nelle pagine di ricerca di Google);
il PageSpeed fornisce informazioni relative alla velocità di caricamento del sito e, quindi, alla corretta navigabilità dello stesso in termini di semplice e immediata fruibilità da parte dell’utente – soprattutto da mobile, come è ovvio che sia nell’era dell’ Homo Smartphoniens: in termini fisici la variante dell’ Homo Erectus più vicina al maiale.
Chiariamo ogni possibile equivoco facendo luce sulle modalità con cui il “saltello” dell’evoluzione, di cui per ovvie ragioni “temporali” il povero Charles non può aver tenuto conto nella sua teoria, è caratterizzato dal passaggio fra schiena dritta e sguardo rivolto al cielo – il vantaggio evoluzionistico sui maiali si misura in termini di “collo”, signori! -, all’irriverente scelta di tenerlo immobilizzato questo collo flessibile, per esibirsi nella plastica posizione della “schiena ricurva sull’ultramoderno dispositivo touch-screen-full-HD-optional (etc.)”, attività degna di disciplina olimpica in termini di sforzo e costanza.

La velocità è, quindi, solo uno strumento come altri e, essendo noi figli della cultura greca, sappiamo benissimo che molte parole possono significare qualcosa, ma anche l’esatto opposto:
un valore, dunque, può diventare un disvalore… nello spazio di un mattino!!!
E allora è l’optimum “navigare” alla velocità del suono,
arrivare in un lampo alla meta desiderata,
raggiungere al più presto gli obiettivi tanto agognati,
“comunicare” in tempo reale,
vincere i 100 metri,
ma è altrettanto vero che andando troppo forte si può sbattere il muso, che il proprio partner potrebbe non essere entusiasta della “celere” precocità!!!
E non scomodiamo Giacomino per ricordare che è il sabato, che prelude alla festa, il momento in cui l’animo e lo spirito vengono solleticati.
Se fossimo “veloci” ad aprire la mente e a concepire il tempo come “tempo per Noi”, come tempo della coscienza, di bergsoniana memoria, daremmo il giusto spazio a concetti come rapidità, immediatezza, velocità. Così, probabilmente, saremmo capaci di distinguere “quando” questi criteri sono valori imprescindibili e “quando” dis-valori capaci di sgretolare le nostre esistenze e il nostro esistente!!! Tra-duco il tempo, lo conduco in quel “tra” che intercorre fra l’intelligenza che ha fini pratici (e che quindi comprenderà la sostanziale importanza dell’ottimizzazione del tempo) e l’intuizione, capace di contemplare gli in-finiti “non detti” che la vita urla o sussurra, fluttuanti nel mare del tempo individuale di ogni singola coscienza… di ogni “singolo”…
«Sono tutti in gara e rallento, fino a stare fuori dal tempo… superare il concetto di superamento… mi fa stare bene!!!» A volte una brillante Capa-Rezza pro-voca e, non “correndo” a vuoto, vince al tiro a segno!!!

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Note
1. La citazione di De Quincey e del suo “The English Mail-Coach” [Il postale inglese] è tratta dalle Lezioni americane di Italo Calvino e, più precisamente, dalla lezione sulla Rapidità, proposta – insieme a quella sulla Leggerezza, Esattezza, Visibilità e Molteplicità – come valore specifico della letteratura da situare nella prospettiva del nuovo millennio. Quella che lui, geniale profeta, nel 1985 definisce “prospettiva” è per tutti quelli che leggono, oggi, presente. E lo è (quotidianità) anche per quelli che appartengono ad una generazione più vicina nel tempo all’autore. Figuriamoci per i “Millennials”.